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05/12/10

Un pensiero da NYC













































"For you Pentaxbat from metropolitan museum"
Michele ormai è partito da una settimana. Con sè si è portato la valigia dei sogni, pepite dei boschi e caramelle delle nostre terre. Condivido con voi le foto che mi ha inviato dal MET di NYC.

“La fotografia è la mia passione. La ricerca della verità la mia ossessione”. Alfred Stieglitz-Fotografo e gallerista statunitense (1864-1946)

Bat

06/10/10

Mike the dis-farmer o l'anti-fattore




Mike Disfarmer, completamente sconosciuto in vita, oggi è venerato come grande maestro. Il suo vero nome era Michael Meyers. Nato nel 1884 da genitori tedeschi emigrati negli Stati Uniti e cresciuto in una comunità agricola, Meyers decise di cambiare il proprio nome in Mike Disfarmer proprio per dissociarsi dalla famiglia e dalla comunità di contadini in cui era costretto a vivere (Meyer in tedesco significa fattore, ossia farmer, da cui Disfarmer, l'anti-fattore).
Dopo la morte di Mike nel 1959,  Joe Albright, ingegnere in pensione, comprò il suo studio e trovò delle fotografie straordinarie insieme a 3000 negativi e migliaia di dollari in contanti. Le fotografie ritraggono gli abitanti della cittadina di Heber Springs nello Stato dell'Arkansas. Si tratta di straordinari scatti fatti tra gli anni '30 e '40 del Novecento. Oggi fanno parte della collezione fotografica del Museum of Modern Art e del Metropolitan di New York.
Frisell, chitarrista americano onirico, dopo essersi a lungo documentato in Arkansas, nel 2009 ha riunito un quartetto con Greg Leisz alla steel guitar, Jenny Scheinmen al violino e Victor Krauss al contrabbasso, per omaggiare il grande anti-fattore con una fusione di country, bluegrass e blues acustico.

Grazie a Vittorio per questo meraviglioso cd.

Bat

27/08/10

Solo ragazzi



E' da parecchio tempo che penso a cosa scriverò in questo post. La lettura di "Just Kids" di Patti Smith è stata a dir poco toccante. Non mi sono mai interessata particolarmente alle vite dei cantanti apprezzando la maggior parte delle volte solo i loro successi conclamati. Grosso errore.
Questo libro ha cambiato il mio modo di guardare al rock e alla fotografia di un Robert Mapplethorpe che ho scoperto essere un'anima sola con Patti.
Ricordo ancora nel 2007 la prima volta che vidi una personale dell'artista. Ero al Guggenheim di New York, 1071 5th Avenue, ho ancora qualche foto da parte. Ricordo i gigli (come dimenticarli) e i corpi spudoratamente nudi dei ragazzi immortalati. Ora che so cosa racchiudeva quella città per l'artista e la sua prima musa, sono dispiaciuta di non aver conosciuto i dettagli intimi che possiedo ora. Sarei andata al Chelsea Hotel a vedere se ne restava un relitto, un hotel di lusso o una catena di abbigliamento. Avrei provato a cercare il panino con le alici che amava tanto la cantante o cantato a squarciagola "Horses" a Central Park indossando un amuleto indiano, foulard e sandali beatnik.